Matemù, una piccola Babilonia

Un articolo apparso su Repubblica racconta l’affascinante realtà di Matemù, il centro di integrazione giovanile aperto da due anni dal Centro di Informazione ed Educazione allo Sviluppo (CIES). Una piccola Babilonia nel centro dell’Esquilino. Buona lettura.

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Piccoli Maestri, il vecchio e il mare

Sabato 25 febbraio il Centro Sociale La Strada ospita il terzo incontro tra i Piccoli Maestri e la Scuola Popolare Piero Bruno. Dopo le letture di Vins Gallico e Chiara Mezzalama, è il turno di Roberto Parpaglioni che propone ai ragazzi Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway. L’appuntamento è alle 16.30 in via Passino n.24 (quartiere Garbatella).  A seguire merenda per tutti.

Il progetto della scuola popolare Piero Bruno, attivo da più di tre anni, è promosso da un gruppo di studenti universitari che, con il prezioso sostegno di alcuni ex-docenti del quartiere, organizza, due volte alla settimana, pomeriggi di affiancamento ai compiti in uno spazio appositamente ricavato all’interno del Centro Sociale La Strada. L’attenzione è rivolta principalmente ai ragazzi delle medie inferiori, in particolare ragazzi poco seguiti a casa, figli di immigrati, pluriripetenti. In cima agli obbiettivi c’è il conseguimento del diploma di terza media. La scuola popolare Piero Bruno mantiene contatti con i collettivi studenteschi del territorio, in particolare con il Liceo Classico Socrate, ed è in contatto con i servizi sociali del Municipio Roma XI. Ha fatto parte inoltre dell’Osservatorio Scolastico, un organismo municipale di monitoraggio della dispersione scolastica nelle scuole dell’undicesima circoscrizione, composto da docenti, psicologi e assistenti sociali del municipio. Il programma della Scuola affianca allo svolgimento dei  compiti, una serie di laboratori artistici di diverso tipo (pittura, bricolage, sport ecc), paralleli al doposcuola pomeridiano, finalizzati a stimolare le capacità e l’estro creativo dei ragazzi.

Contatti:
Tel. 0651436006
scuolapopolarepierobruno@inventati.org

Piccoli Maestri a Crotone

Sabato 25 febbraio Carola Susani incontra i ragazzi del Liceo Scientifico Filolao di Crotone per accompagnarli alla scoperta de La storia di Elsa Morante. I Piccoli Maestri sbarcano nella città di Pitagora, grazie alla collaborazione dell’Associazione Culturale Le Madie, che ha preso a cuore le motivazioni del progetto, e al generoso contributo della Banca Popolare di Crotone.

L’Associazione Culturale Le Madie nasce a Cutro (KR) nel febbraio del 2006, dall’unione di  un motivato gruppo di amici amanti della lettura. Fermenta presto l’idea di condividere quel piacere con altri e oltre il salotto di casa, di promuovere la cultura come stimolo a fecondare significati nuovi alla vita di ogni giorno. Negli anni l’associazione trova un suo linguaggio, un suo modo di esprimersi. L’impegno dei soci dà così vita a numerosi laboratori di lettura, officine multimediali alla scoperta di grandi autori del passato e incontri con poeti e scrittori del panorama letterario italiano contemporaneo.

L’amico ritrovato al Liceo Virgilio (27.1.2012)

Liceo Classico Virgilio  (Roma)
Appena quindicenni, nel centro pieno dell’adolescenza, i ragazzi  si buttano volentieri all’indietro, a  rovistare ricordi d’infanzia dentro il baule della memoria. Se ne escono dalla soffitta con il vecchio orsacchiotto tra le mani, e la sensazione ancora viva del solletico sopra la guancia. Sorridono, i ragazzi, quando si parla di memoria.
Una fessura aperta tra le labbra, buona a ricevere la moneta della nostalgia. E ci si sente ricchi di un tempo lasciato, le tasche piene di andate senza più ritorni.
Ed è di nostalgia e fede, l’ascolto che ci fa gemelli nella lettura de L’amico ritrovato, capolavoro breve di parole ma eterno di contenuto, storia d’amicizia che oltrepassa la storia del mondo. Qui Uhlman versa la narrazione dentro un recipiente sacro, i due giovani protagonisti, Hans e Konradin, nuotano nel tondo dell’acquasantiera, affrontano schizzi di mani e urto di onde, senza mai uscire dai bordi, nella tenace bracciata dell’Assieme. E i ragazzi del Virgilio lo intuiscono, questo andare per cerchio santo, partecipano tutti al giro celeste con gli occhi sobri di chi resiste alla vertigine, per non perdersi il panorama della giostra in movimento. Alzano le mani, chiedono parola, prendono voce, pongono interrogativi. L’amicizia è condivisione totale? Può nascere un abisso da una visone diversa? La frattura, se ricomposta, rende più forti?
E se l’amico mi tradisce? Io, poi, lo perdono.

Elena Mearini

Report dell’incontro del 20.1.2012 a Garbatella

Ieri alla scuola popolare di Garbatella ho letto La ragazza di Bube di Carlo Cassola. C’erano quindici ragazzi, tra gli undici e i quindici anni, molto diversi tra loro. Anche due ragazze rom in custodia cautelare. Erano accanto a me e le sentivo ridacchiare, giocare con il telefonino, annuire, bisbigliare. Insomma, a modo loro, partecipavano. E così tutti gli altri, con l’attenzione a intermittenza, come sempre a quell’età, sono riusciti a raccogliere il filo di una trama, ad ascoltarmi leggere e parlare per più di un’ora, a rispondere alle mie domande sull’amore, la fedeltà, la guerra, l’omicidio. Impensabile fare la scelta di Mara? I ragazzi si sono divisi, uno ha detto “ma lei gli fatto le corna a Bube…”, un altro “io non partirei mai in guerra, meglio stare a casa”. Sono rimasti colpiti dalla scena in carcere, quando Mara e Bube si ritrovano, separati dalle sbarre. Alla fine pizza e nutella per tutti. Si capiva dal modo di interagire dei ragazzi, dalla loro capacità di ascolto, che dietro c’è qualcuno che li pensa, che li aiuta, che insegna loro come stare insieme in modo creativo e costruttivo. In un contesto del genere, ogni parola trova il suo posto, e può diventare quel seme che porta con il tempo i suoi frutti.

Chiara Mezzalama 21.1.2012