Aspettando La grande invasione con i Piccoli Maestri

Dal 30 maggio al 2 giugno si svolgerà, a Ivrea, La grande invasione, seconda edizione del festival della lettura. Il programma, che verrà annunciato a maggio al Salone del Libro di Torino, è già ricchissimo: traduttori, redattori, fumettisti, scrittori, musicisti, attori, editori sono pronti per una grande festa della lettura.  La città di Ivrea si trasformerà in un laboratorio a cielo aperto, saranno tanti i percorsi che si svilupperanno per le strade, le piazze, i locali e i teatri di Ivrea.

greatinvasL’obiettivo di coinvolgere gli studenti attraverso incontri con scrittori che parlassero loro di un libro che li ha appassionati, ha dato vita a una naturale collaborazione tra La Grande Invasione e Piccoli Maestri. Aspettando La grande invasione, raccogliamo quindi con enorme piacere l’invito a dare vita, dalla fine di marzo alla fine di maggio, a un mini ciclo di letture rivolte agli studenti delle scuole di Ivrea. Ecco il calendario degli appuntamenti.

25.3.2014, Liceo Scientifico Antonio Gramsci di Ivrea
Fabio Geda e Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron

12.4.2014, Liceo Classico Carlo Botta di Ivrea
Demetrio Paolin e La casa in collina di Cesare Pavese
Demetrio Paolin e Una questione privata di Beppe Fenoglio

6.5.2014, Liceo Scientifico Antonio Gramsci di Ivrea
Paolo Cognetti e I racconti di Nick Adams di Ernest Hemingway

8.5.2014, Scuola Media Da Vinci IC Ivrea 1
Marco Rossari e I sessanta racconti di Dino Buzzati

15.5.2014, Scuola Media Da Vinci IC Ivrea 2
Emmanuela Carbé e Orlando Furioso di Ariosto

Per maggiori informazioni, o per consultare il programma della prima edizione, è possibile seguire il sito lagrandeinvasione.it o gli aggiornamenti dei profili facebook (facebook.com/invasionefestival) e twitter (@grandeinvasione)

Questo libro è pieno d’acqua. C’è l’oceano, qui dentro

Pubblichiamo una riflessione di Roberto Parpaglioni, che ringraziamo ancora una volta per l’impegno e la passione con cui si sta dedicando a questo progetto.

In due mesi e mezzo ho letto cinque volte Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway. Direi quasi una moda. L’esito delle prime due lo ricordo eccellente. La terza e la quarta, invece, erano già state delle repliche, più o meno come per un attore di teatro. Nel ritmo, nei toni. Nella ricerca dell’effetto. Ormai sapevo alla perfezione quando dover spingere, quando sussurrare, o sospendere. La reazione di chi ascoltava era sempre la stessa.

hemingseamagFinché alla quinta, per puro caso, ho variato l’inizio. Una professoressa mi aveva portato una bottiglia d’acqua, e io, mentre riempivo il bicchiere, ho chiesto: «Cosa accadrebbe ora se la versassi su questo libro?». I ragazzi mi hanno guardato perplessi. Poi uno ha risposto: «Si bagnerebbe». Un po’ come si fa con i matti, insomma. Un altro: «Si cancellerebbe la stampa». E ancora: «Diventerebbe illeggibile», «Bisognerebbe buttarlo». Via via, fioccavano considerazioni più sofisticate. Avranno pensato: «Se non è davvero un idiota, da qualche parte vorrà condurci…». Io ascoltavo, annuivo. Li lasciavo gareggiare a chi mi dava la risposta più efficace. Dopodiché ho detto: «Giusto, è tutto giusto. Eppure, pensate, questo libro è pieno d’acqua. C’è l’oceano, qui dentro. E una piccola barca di legno con un vecchietto a bordo».

Le volte precedenti avevo iniziato parlando di Ernest Hemingway, nascita, violoncello, caccia, pesca, guerra, Parigi, Madrid, corrida, Cuba. Fino al Nobel e al suicidio. Anche queste notizie ormai facevano parte della “recita”. Alla quinta le ho ripetute, solo che dopo “aver riempito” il libro d’acqua, la voce mi è uscita diversa. Ho ricominciato a navigare. È bastato un giochino, fatto più a me stesso che ai ragazzi, e tutto è tornato a posto. Come se leggessi quel romanzo per la prima volta. Con un po’ di mestiere in più, certo. Ma ormai contava poco, mi veniva in maniera naturale. E i ragazzi lo hanno percepito: non ero più colui che sa dove condurli, ma semplicemente uno che si è imbarcato insieme a loro, e, per una questione di età, di forza, s’è ritrovato con i remi in mano.

Si riparte con Huckleberry Finn

HuckleTorniamo al lavoro, dopo la meritata pausa di Pasqua. Si riparte con Federica Tuzi, alle prese con Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain, il 3 aprile in compagnia dei ragazzi del bibliopoint Vallauri di Roma (h 11.15, in Via di Grottaferrata n.76).

Sta per iniziare inoltre un ciclo di letture presso la biblioteca Elsa Morante di Ostia, in Via Adolfo Cozza n.7. Apre le danze Nadia Terranova, proponendo una lettura del romanzo Le streghe di Roald Dahl. L’appuntamento è previsto per lunedì 8 aprile. Il lunedì successivo, 15 aprile, Roberto Parpaglioni racconta ai presenti Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway, concedendo un bis lunedì 22 aprile.

Altre date le comunicheremo a breve. Per chi ci segue su twitter, ricordiamo l’hashtag #comingsoonPM, che usiamo per notificare sul nostro account @piccolimaestri le anticipazioni dei prossimi incontri.

Arriva ad Ostia il Bibliolibrò

bibliomarzoÈ partito, già da qualche giorno, un festival itinerante dedicato alla promozione della lettura presso scuole e biblioteche del XIII municipio di Roma. L’ideatrice della manifestazione è Valentina Rizzi, che nello scorso anno è risultata vincitrice del Bando Creatività 2011 indetto dalla (precedente amministrazione della) Provincia di Roma. Il cuore del progetto proposto da Valentina, che prende vita in questi giorni tra le strade di Ostia lido, Ostia Antica, Dragona, Acilia, Casal Bernocchi, Infernetto, ecc, consiste nell’allestimento di un mezzo a tre ruote, battezzato Bibliolibrò, finalizzato alla vendita di libri per bambini e ragazzi, pubblicati da piccoli e medi editori, e alla raccolta di testi usati da destinare alle biblioteche scolastiche del territorio.

Ringraziamo Valentina per aver invitato i Piccoli Maestri a prendere parte all’iniziativa, abbracciando tra l’altro a pieno titolo la nostra associazione. La stessa Valentina Rizzi, infatti, incontrerà i ragazzi della Scuola Tuccimei di Acilia il 14 marzo alle 11.30, per parlare con loro del romanzo Il barone rampante di Italo Calvino. Ci sarà anche Roberto Parpaglioni a rappresentare i Piccoli Maestri: l’intervento di Roberto, incentrato su Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway, è previsto per l’11 marzo alle ore 10 presso la Scuola Vivaldi di Ostia Lido.

Parlando di Hemingway

h3Martedì 5 febbraio Roberto Parpaglioni ha incontrato i ragazzi della scuola media Giuseppe Mazzini di Roma. Insieme hanno parlato di Hemingway, e non solo, concentrandosi in particolare su Il vecchio e il mare. Lo stesso Roberto ci racconta come è andata. Buona lettura.

Finita la lettura, una professoressa chiede se gli studenti sono d’accordo con me nel ritenere Il vecchio e il mare un romanzo fortemente moderno. Uno di essi alza la mano, e risponde: «No. Semmai è un libro che segna l’inizio della modernità”. Un altro osserva: «Hemingway mi dà l’impressione di essere uno scrittore che beveva molto. Vero?». «Sì» dico. «Era facile trovarne, a quell’epoca». Il primo: «Era un depresso». «In effetti” rimarco io. «Non andò nemmeno a ritirare il Nobel, per questo motivo». «Come John Nash, il matematico?». «No. Quello era schizofrenico».
«Ma la depressione si percepisce anche in altre sue opere?».
Cari PM, oggi pomeriggio non sono stato all’Università. I ragazzi con cui ho avuto questi, ed altri, scambi di idee erano alunni della scuola media Mazzini. Il prossimo che mi dice di non avere fiducia nei giovani, gli mando… un marlin sotto casa.