Report dalla Tribù – L’evoluzione di Calpurnia

L’evoluzione di Calpurnia, di Jacqueline Kelly

Fanno una faccia un po’ delusa. “Non sei Jacqueline Kelly?”
No, rispondo, vergognandomi un po’. E aggiungo: mi chiamo Nadia e sono una scrittrice molto meno famosa. Comincia così l’incontro con i ragazzi che hanno letto L’evoluzione di Calpurnia e che per qualche strano equivoco erano convinti di incontrarne l’autrice. Sono armati di taccuini, avevano preparato una serie di domande per le. Bene, facciamogliele insieme, propongo, ne ho alcune pure io, e proviamo a risponderci fra noi. Quando chiedo a chi è piaciuto davvero e a chi no, sono pochi quelli che alzano la mano subito parteggiando per una fazione o l’altra. La maggioranza è fatta di indecisi e timorosi. Allora mi lancio: a me questo libro non ha convinto del tutto. E si lanciano anche loro: esaaaattoooo… E via con le perplessità. Perché il libro ha gli ingredienti perfetti, eppure qualcosa non va al posto giusto. Come una ricetta in cui le dosi sono bilanciate però manca la mano un po’ rozza ma sicura che li mescoli, scivolando magari anche in qualche grossolanità di cottura ma portando il sapore al massimo desiderabile.
Calpurnia, detta Callie, è una ragazzina astuta, adorabile, un po’ goffa, un po’ troppo di carta. Non che non abbia difetti, ma le mancano i difetti veri: quelli che fanno avvertire il personaggio come una persona. Non esce dal libro, non la si segue davvero. E i ragazzi lo sentono: non è una di loro. Ho faticato a identificarmi perfino io che mi identifico anche con un salmone…

Si alza una voce contro: io l’ho trovato bellissimo… E un’altra: macché, era noiosissimo…
Chiedo loro di esprimersi sempre spiegando i perché. Avere dei gusti definiti è doveroso quanto saperli argomentare. Ma a quel punto io non servo più. Il dibattito è partito da sé. Mi metto comoda ad ascoltare loro, e come al solito imparo qualcosa.

Nadia Terranova

One thought on “Report dalla Tribù – L’evoluzione di Calpurnia

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